Le domande più frequenti sull'artroplastica totale
- Che cos'è un'artroplastica totale?
- Che legame c'è tra artrite e dolore articolare?
- Qual è il livello di dolore oltre il quale è lecito prendere in considerazione l'eventualità di un'artroplastica?
- Perché alcune persone hanno bisogno di un'artroplastica?
- Cosa bisogna fare prima di sottoporsi ad un'artroplastica?
- Cosa succede dopo l'intervento?
- Cosa succede nei primi giorni dopo il rientro dall'ospedale?
- Quanto bisogna aspettare, dopo l'intervento, prima di riprendere le proprie normali attività, come lavorare o guidare la macchina?
1. Che cos'è un'artroplastica totale?
Si tratta di un intervento chirurgico nel quale le estremità ossee di un'articolazione vengono asportate e sostituite con componenti artificiali (protesi). torna all'inizio
2. Che legame c'è tra artrite e dolore articolare?
Con il passare del tempo l'osteoartrite provoca il deterioramento e l'usura della cartilagine che ricopre le estremità ossee dell'articolazione e che serve a favorirne lo scorrimento. A lungo andare le ossa, non più protette, sfregano direttamente tra loro e ogni movimento (oltre a risultare difficoltoso) è causa di dolore. Il resto della superficie articolare è rivestito da un tessuto liscio detto sinoviale; l'artrite reumatoide altera l'equilibrio chimico della sinoviale la quale, a sua volta, ha come conseguenza la progressiva distruzione della cartilagine. Nell'artrite post-traumatica, invece, dolore e rigidità sono dovuti a una lesione articolare prodotta da un incidente (un trauma, appunto) non adeguatamente curata o comunque non perfettamente guarita per cui ossa e cartilagini sfregano tra loro, usurandosi. torna all'inizio
3. Qual è il livello di dolore oltre il quale è lecito prendere in considerazione l'eventualità di un'artroplastica?
In questo caso si tratta di una decisione personale che ognuno deve compiere dopo aver valutato, con l'aiuto di un ortopedico, sino a che punto il dolore comprometta la qualità della sua vita. torna all'inizio
4. Perché alcune persone hanno bisogno di un'artroplastica?
Quando nessun'altra terapia si dimostra efficace, l'ortopedico suggerisce un'artroplastica non solo per alleviare il dolore, ma anche per evitare l'ulteriore aggravarsi delle limitazioni funzionali. Se l'articolazione fa sempre male, infatti, si ha la tendenza a usarla il meno possibile, con la conseguenza che i muscoli si indeboliscono e l'articolazione perde sempre più motilità. Sarà l'ortopedico a stabilire se siete un candidato idoneo all'artroplastica oppure no e a illustrarvi, in entrambi i casi, le ragioni alla base della sua decisione. torna all'inizio
5. Cosa bisogna fare prima di sottoporsi ad un'artroplastica?
Esami del sangue e delle urine, visita medica e, passati i 50 anni (o se il medico lo ritiene necessario), un elettrocardiogramma e una radiografia toracica. Alle analisi può provvedere il vostro medico curante oppure l'ospedale in cui sarete operati. Come preparazione all'intervento vi potrebbe anche essere richiesto di fare una donazione di sangue o indicare il nome di un donatore (di norma un parente). In ogni caso saranno il vostro medico o l'ortopedico a fornirvi l'elenco degli esami necessari e a indicarvi dove farli. Ad alcuni pazienti viene raccomandato di assumere degli integratori di ferro, e a tutti di sospendere l'assunzione di determinati farmaci, come l'aspirina, che fluidificano il sangue. Anche in questo caso riceverete tutte le indicazioni necessarie dal vostro medico oppure dall'ortopedico. Da ultimo, ricordate che a partire dalla mezzanotte del giorno precedente l'intervento non è consentito mangiare né bere nulla. torna all'inizio
6. Cosa succede dopo l'intervento?
La durata della degenza in ospedale dopo un intervento di artroplastica varia a seconda dello stato di salute dell'individuo e della copertura assicurativa; la media è di 4 giorni (compreso quello dell'intervento). Di norma un'artroplastica viene eseguita in 2-3 ore, dopodiché il paziente ne trascorre altrettante in sala risvegli. Il giorno successivo all'intervento si alza dal letto e comincia la fisioterapia, generalmente suddivisa in più sedute di breve durata distribuite nell'arco della giornata – i primi passi verso la ripresa delle normali attività quotidiane. La convalescenza in ospedale si svolge quasi sempre sotto la supervisione di un responsabile . Quando il paziente viene dimesso dall'ospedale gli viene anche comunicato se può continuare la riabilitazione presso il proprio domicilio (la procedura standard) oppure se è opportuno che si rechi prima in un centro specializzato. In questo secondo caso l'obiettivo è di riacquistare un grado d'autonomia tale da consentire il rientro a casa nel giro di 3-5 giorni. torna all'inizio
7. Cosa succede nei primi giorni dopo il rientro dall'ospedale?
Non preoccupatevi se per un paio di giorni dopo l'intervento vi sentite un po' intontiti o incerti nei movimenti; a mano a mano che prenderete confidenza con la nuova articolazione riacquisterete la sicurezza -- e potrete cominciare una nuova vita senza dolore (anche se, come per qualunque altro intervento chirurgico, è probabile che per i primi giorni di convalescenza dobbiate prendere degli analgesici). Nelle prime 6 settimane circa avrete probabilmente bisogno delle stampelle o di un girello per spostarvi, che nelle 6 settimane successive potrete sostituire con un bastone. Per qualunque dubbio o esigenza non esitate a rivolgervi al vostro medico curante, all'ortopedico o al responsabile che vi ha seguito durante la degenza in ospedale, che terrete anche informati sui vostri progressi. torna all'inizio
8. Quanto bisogna aspettare, dopo l'intervento, prima di riprendere le proprie normali attività, come lavorare o guidare la macchina?
Questo tipo di decisione lo potete prendere solo voi, di comune accordo con il medico o l'ortopedico. In linea di massima tenete presente che:
Comincerete a salire e scendere le scale già durante la degenza in ospedale, per cui non dovreste avere particolari problemi, da questo punto di vista, una volta rientrati a casa.
Potrete uscire di casa come e quando vorrete, purché vi sentiate sicuri e sereni. Cercate solo di non stancarvi e di alternare esercizio fisico e riposo, in modo da consentire al vostro organismo di riprendersi al meglio senza stress.
Quando ricominciare a guidare, quando tornare al lavoro e quando riprendere le normali attività sportive e sociali dipende solo da voi – e dalle raccomandazioni del medico o dell'ortopedico, che vanno seguite scrupolosamente. torna all'inizio
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