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L'artroprotesi d'anca

Quando e a chi l'artroplastica d'anca?

L'osteoartrite si manifesta, di norma, dalla mezza età in avanti con sintomi che vanno da un lieve fastidio al dolore invalidante, sino al blocco totale dell'articolazione; ad essere colpita, in una larga percentuale di casi, è l'anca. Le terapie contro questo tipo di patologia sono mirate, quindi, a ridurre il dolore, da una parte, e a restituire motilità all'articolazione, dall'altra. Se i trattamenti conservativi non hanno successo, l'alternativa è l'artroplastica d'anca.

Sarà l'ortopedico (un medico specializzato nella cura delle ossa e delle articolazioni) a stabilire se siete un candidato idoneo all'artroplastica - dopo aver passato in rassegna la vostra storia clinica, misurato l'arco di movimento e la forza muscolare dell'anca, osservato il modo in cui camminate, vi sedete, vi piegate, ed avervi sottoposto ad esame radiografico, per valutare l'entità della lesione. Se l'articolazione è gravemente compromessa e nessun altro rimedio si è dimostrato efficace, è probabile che l'ortopedico vi proponga una protesi d'anca.

L'artroplastica totale d'anca figura ormai tra gli interventi chirurgici più “rodati” ed affidabili. Grazie ad essa un numero enorme di persone può tornare, ogni anno, a condurre un'esistenza attiva e senza dolore (o quasi).  

L'artroplastica totale d'anca è un intervento chirurgico che consiste nel sostituire le parti danneggiate (solitamente dall'artrite) dell'articolazione con una protesi. L'anca è un'articolazione sferoidale in cui la sfera è costituita dalla testa del femore (l'osso della coscia), innestata e libera di muoversi in una concavità di forma e misura corrispondenti (acetabolo). (Ved. immagine "anca sana" a sinistra).

Le ossa che compongono l'articolazione sono rivestite di una sostanza liscia detta cartilagine; l'artrite provoca l'usura  della cartilagine, con la conseguenza che le ossa sottostanti si ritrovano “messe a nudo”. (Ved. immagine "anca artritica" a destra). L'artrite causa dolore, deformità e perdita di motilità.

Nell'artroplastica totale d'anca il chirurgo sostituisce la testa del femore con una sfera in metallo o in ceramica montata su uno stelo e ricostruisce l'acetabolo con un inserto in polietilene (plastica). La protesi può essere bloccata in posizione per mezzo di “cemento” (una sostanza di riempimento simile a quella utilizzata per le otturazioni dentarie), oppure fissata a pressione (sistema “press-fit”). L'esito di un'artroplastica totale d'anca è raffigurato nell'illustrazione sottostante.

Gli obiettivi di un'artroplastica totale d'anca sono essenzialmente quattro:

  • Alleviare il dolore
  • Restituire motilità all'articolazione
  • Correggere la deformità ed eliminare eventuali dismetrie (differenze di lunghezza tra un arto e l'altro), causa di zoppia
  • Ottenere risultati che durino nel tempo

Anca protesizzata

In vista di un'artroplastica totale d'anca il paziente viene sottoposto, di norma, a esame radiografico, analisi del sangue ed elettrocardiogramma; solitamente il ricovero ha luogo il giorno precedente l'intervento, per consentire la scelta dell'anestetico più adatto – in base alle esigenze del chirurgo e alle caratteristiche del paziente l'operazione può essere eseguita in anestesia totale oppure locale (spinale) – e tutti i preparativi del caso (all'anestesia ci si sottopone a digiuno, per esempio).

La durata della degenza varia, a seconda dei casi, da 3 a 10 giorni. Una volta dimesso, il paziente dovrà sottoporsi quotidianamente a fisioterapia riabilitativa, essenziale al recupero post-operatorio e ad una rapida ripresa funzionale; per muovere i primi passi dopo l'intervento il paziente ricorre, di norma, all'ausilio di un girello o delle stampelle, che nei mesi successivi vengono sostituiti da un bastone.

In questo periodo il paziente (re)impara a camminare, salire e scendere le scale, mettersi a sedere e rialzarsi (dalle sedie, dal sedile dall'auto, dal water).

Il protocollo pre- e post-operatorio dipende da numerosi fattori; rivolgetevi al vostro medico per conoscere il tipo di trattamento e di riabilitazione che egli ritiene più opportuni per il vostro caso.

 

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